Strategie innovative per far crescere le PMI

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L’obiettivo primario di qualsiasi impresa? Conseguire un utile. Il concetto, in moltissimi casi, è tanto semplice quanto di difficile attuazione. Volendo utilizzare un’espressione gergale, potremmo dire che “tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”. Il mercato per le imprese odierne è sempre più competitivo, e molte di queste si stanno scontrando con una rivoluzione digitale senza eguali.

Proprio quest’ultimo aspetto può essere considerato come l’ago della bilancia, quello in grado di decretare il successo o il fallimento dell’azienda stessa. Per questi motivi, nelle prossime righe analizzeremo alcune strategie innovative per far crescere le PMI.

PMI, innovazione tecnologica e marketing

Parlare di innovazione, in un mondo in cui le tecnologie introdotte nel mercato il giorno prima diventano obsolete quello successivo, non è certamente semplice. Si può solamente cercare di stare al passo, e non perdere un treno che potrebbe non ripassare più. Le imprese che negli scorsi anni hanno adottato una politica aziendale più lungimirante investendo nella digitalizzazione, oggi stanno già raccogliendo alcuni frutti. Le piccole e le medie imprese in Italia rappresentano la spina dorsale dell’intera produzione del paese, ma le ristrette possibilità economiche spesso frenano i loro investimenti a medio e lungo termine.

Parlando di strategie per far crescere le PMI, non possiamo non fare riferimento al mondo del digital marketing. Parliamo di un canale a cui nessuno può e deve rinunciare. Internet aumenta in maniera esponenziale il bacino d’utenza della clientela di qualsiasi azienda. Ovviamente essere presenti su Internet, ovvero nell’oceano del Web, non è sufficiente. Per questo motivo, una delle migliori strategie da mettere in campo, è quella di far ricorso ad un’agenzia di digital marketing seria, e dalla comprovata esperienza.

Ogni singolo euro speso in tal senso, non deve essere mai visto come una spesa, bensì come un investimento dal potenziale alto rendimento. Un’agenzia sarà in grado di fornire una linea precisa per la comunicazione del brand sul mercato, definendo quindi un brand positioning realmente efficace. Di qualsiasi bene si parli, le persone devono poter associare il marchio aziendale al prodotto stesso. Solamente in questo modo, ovvero diventando una sorta di punto di riferimento del mercato, si può arrivare al successo.

Il futuro delle PMI attraverso network e partnership

Un’altra espressione gergale a cui fare riferimento per far comprendere meglio il prossimo concetto, è “l’unione fa la forza”. Ampliare quella che è la propria rete di contatti, facendo ricorso al networking con altre realtà del territorio, “dialogando” magari con altri potenziali partner, è da considerarsi come una delle strategie più efficaci per le PMI. Stiamo attraversando un’epoca dove una crescente digitalizzazione, spesso fa dimenticare l’importanza delle relazioni, di qualsiasi natura esse siano.

Ecco perché in tal senso, farsi conoscere nel contesto territoriale dove si opera, è di vitale importanza. Fiere o eventi di settore consentono di interagire con altre aziende, o comunque con operatori dello stesso o di altri settori. In questo modo si aumenta la visibilità dell’impresa stessa. Anche in questo caso, si creano occasioni per attirare nuova clientela. Entriamo nel dettaglio, e vediamo alcuni punti essenziali da affrontare per creare queste nuove relazioni:

  • Fare una lista di aziende che offrono servizi o trattano prodotti potenzialmente implementabili al proprio.
  • Immaginare una possibile integrazione del proprio prodotto/servizio, così da poter comunicare un progetto efficace all’interlocutore.
  • Costruire una proposta win-win, ovvero in grado di apportare dei benefici ad entrambe le parti.
  • Trovare un modo efficace per entrare in contatto con altre realtà.

Il motivo per cui una PMI può decidere di ricorrere ad alcune strategie sono molteplici. In alcuni casi non si tratta solamente di sopravvivenza sul mercato, ma di voglia di crescere all’interno di tale mercato, ovvero di ingrandirsi. Per un’impresa, tutto questo significa comprendere il reale valore del tempo, modulando i propri obiettivi, ma soprattutto distinguendo quelli a breve termine da quelli sul lungo periodo. Probabilmente il “trucco”, se così lo vogliamo chiamare, è proprio di creare una serie di relazioni che permettano la stesura di un progetto che non necessariamente porterà un beneficio nell’immediato.

PMI: il valore delle risorse umane e il recruiting

Purtroppo, frequentemente, quando si parla di digital trasformation in Italia non si fa riferimento all’importanza che rivestono le risorse umane: la tecnologia è il mezzo, ma senza un capitale umano, diventa inutile. La digitalizzazione deve essere considerata come un’implementazione delle risorse aziendali, e non deve mirare a “sostituire” nessuno. In altre parole, deve permettere alle persone di lavorare meglio, e di aumentare le proprie performance. Una volta create quindi delle partnership, siano esse orizzontali oppure verticali, in grado di operare sulla medesima filiera, il secondo passo è quello di valorizzare quella che è la base di stakeholder.

Probabilmente questa valorizzazione è proprio il primo gradino da salire per permettere all’impresa di intraprendere un percorso di crescita. Con il termine stakeholder, intendiamo sia i dipendenti “comuni”, che i responsabili aziendali. Parliamo di un team, di una squadra in grado di lavorare all’unisono per conseguire lo stesso obiettivo. I brand importanti del mercato attuale infatti, non si limitano mai all’idea vincente del singolo, ammesso che sia mai stato così, ma valorizzano appunto quello che è l’intero gruppo di persone che operano in ambito aziendale.

Una volta compreso come il team giusto sia essenziale ai fini della crescita del proprio business, appare quasi scontato come si debba ricorrere a nuove tecniche di recruiting. Il candidato prescelto non dovrà essere stato selezionato a caso o con superficialità, come magari poteva accadere fino a non molti decenni fa. La persona al contrario, dovrà essere in grado di apportare un contributo positivo, per permettere l’espansione delle competenze dei reparti HR. In questo gioco, se così lo vogliamo chiamare, anche le formule remunerative messe in campo fanno la loro parte.

È paradossale infatti sperare di avere un dipendente fedele, in linea con le esigenze aziendali, che intenda percorrere la stessa strada dell’impresa, sottopagandolo e non motivandolo adeguatamente. In questo ambito interviene ovviamente anche la figura del manager, il cui compito spesso è proprio quello di guidare la squadra, grazie ad innovative tecniche di leadership, che possano stimolare sia le competenze che i punti di forza dei singoli. Ovviamente, tutto questo senza che venga mai a mancare né la giusta autorevolezza, né una visione prospettica a lungo termine. Parliamo di una persona che operi come una sorta di direttore d’orchestra, o di un buon “padre di famiglia”.

PMI: il valore dei clienti e i CRM

A prescindere che l’impresa operi nel b2b piuttosto che nel b2c, se vuole realmente crescere, questa dovrà prestare una rinnovata attenzione alla clientela. Una volta il processo di vendita di un prodotto o di un servizio, era sicuramente più semplice. Mercati meno competitivi, meno aperti, e clienti meno esigenti. Oggi la situazione è completamente mutata. Una corretta raccolta dati di tale clientela quindi, in grado di identificare al meglio quali sono le reali esigenze o problematiche che questi possono avere, ad oggi è di vitale importanza. In questo sicuramente possono venire in aiuto i software CRM, che hanno come fine ultimo proprio il miglioramento dei rapporti con i clienti.

In sintesi, un software di questo tipo, offre una panoramica precisa di tutte quelle che sono le relazioni interne all’impresa, quindi clienti, fornitori e dipendenti, e ovviamente il customer service. Una volta registrate le informazioni di contatto di ogni figura, in questo caso dei clienti, un CRM ne permette la riorganizzazione, così da comprendere meglio come si sta evolvendo il network delle relazioni aziendali. Anche in questo caso in fondo, si parla di ottimizzazioni dei processi, che permettono di massimizzare i profitti, migliorando la comunicazione interna, e che quindi consentono di aumentare l’efficienza del reparto vendita.


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