Soft skill e mondo del lavoro: perchè sono così importanti?

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Fino a non molto tempo fa, per avere successo nel mondo del lavoro erano sufficienti delle competenze tecniche. Al datore di lavoro bastava infatti che il collaboratore sapesse fare il mestiere per cui era stato assunto. Negli ultimi anni però, è arrivata l’evoluzione tecnologica a cambiare le carte in tavola, e la trasformazione digitale ha sostanzialmente stravolto ogni cosa. In questo scenario quindi, si sono inserite quelle che vengono definite soft skill.

Parliamo di alcune qualità che di fatto sono innate nel lavoratore, o che comunque non possono essere apprese tramite un “semplice” percorso formativo, per quanto questo rimanga comunque essenziale. Al massimo possono essere perfezionate. Nelle prossime righe vedremo insieme che cosa sono le soft skill, e perché sono così importanti per fare carriera nel moderno mondo del lavoro.

Soft skill: cosa sono?

Innanzitutto è opportuna un po’ di chiarezza su cosa siano esattamente le soft skill. Parliamo di competenze trasversali. Questo significa che non sono legate a una professione in particolare, e che quindi possono tornare utili in qualsiasi contesto lavorativo. Nel momento in cui si segue un determinato percorso formativo, nel corso degli anni si acquisiscono una serie di competenze specifiche.

Questa esperienza scolastica dunque, porta ad acquisire una serie di nozioni tecniche che saranno essenziali per svolgere la propria mansione. In alcuni casi, al fine di una crescita professionale, può accadere che si debba cambiare lavoro. Come sempre il cambiamento non deve spaventare, o essere visto come un ostacolo insormontabile. Al contrario deve essere interpretato come un’opportunità per migliorarsi.

In questo frangente, ovvero nel momento in cui si rende necessario l’inserimento in un contesto lavorativo differente, viene a concretizzarsi l’importanza delle soft skill. Le competenze trasversali acquisite e perfezionate nel corso della propria vita professionale, permetteranno di adattarsi con più facilità al cambiamento, quindi di essere più produttivi e flessibili in un contesto anche molto diverso da quello di origine.

Quali sono le soft skill

Abbiamo detto che le soft skill, ovvero le competenze trasversali, non possono essere acquisite attraverso un libro o un percorso di studi. Al contrario alcune sono innate e potranno essere perfezionate nel corso degli anni, mentre altre si faranno proprie con l’esperienza, mettendo a frutto una serie di insegnamenti. Ma quali sono le soft skill? O quanto meno, quali sono le più importanti? Di seguito le principali:

  • Autonomia. Al lavoratore moderno viene richiesta una certa dose di autonomia. Questo significa che la persona dovrà essere in grado di portare a termine ogni compito a lei assegnata senza che necessariamente un’altra figura debba supervisionare le varie fasi del percorso. Tale soft skill è praticamente essenziale in ogni settore lavorativo, persino negli ambiti dove si predilige il lavoro in team.
  • Team Work. L’autonomia è sicuramente una delle soft skill più richieste, ma un buon dipendente deve avere anche la capacità di saper collaborare con una squadra. Ciò non significa che in ogni contesto lavorativo sia previsto il lavoro in team. Se così fosse però, questa soft skill si rivelerebbe essenziale.
  • Fiducia in se stessi. Può apparire banale sottolinearlo, ma alla base di una qualsiasi carriera lavorativa di successo c’è il credere in ciò che si fa. Nessun datore di lavoro quindi, vorrebbe un collaboratore che non ha fiducia nella sua persona, e più in generale nel progetto aziendale. In realtà in ogni ambito della vita l’insicurezza non è mai una buona consigliera.
  • Gestione dello stress. In alcuni contesti lavorativi il livello di stress può risultare particolarmente alto. Soprattutto quando ci si scontra con le scadenze delle consegne che viaggiano a ritmi sempre più serrati, dati dalla frenesia dell’attuale mercato. Tralasciando che uno stress prolungato non si rivela mai positivo, saperlo gestire al momento opportuno, quando si è maggiormente sotto pressione, è di fondamentale importanza.
  • Voglia di imparare. Si dice che gli esami non finiscano mai. In realtà è la formazione che non avrà mai un termine. Perdonando l’espressione gergale, si sostiene che “chi non si forma, si ferma”. Purtroppo molto spesso si pensa che una volta completato il proprio percorso di studi, ci si debba trasformare automaticamente in lavoratori. In realtà non si dovrebbe mai smettere di essere anche degli “allievi”. Smettere di sviluppare competenze, significa auto-escludersi con il tempo dal mercato del lavoro.
  • Saper comunicare. Una corretta comunicazione è alla base di qualsiasi attività si possa svolgere nel quotidiano, a prescindere dal contesto lavorativo. In quest’ultimo però, si rivela ancora più fondamentale. Comunicare è ben differente dal solo parlare, perché presuppone un’interazione a più livelli con altre persone. Soprattutto in quegli ambiti dove è richiesto un lavoro di squadra, questa soft skill è sicuramente una delle più importanti.
  • Problem solving. L’attuale mercato è sempre più competitivo e frenetico. Ciò pone di fronte a sfide quotidiane complesse e articolate, ma soprattutto in evoluzione. Questo significa che molte volte ragionare in maniera creativa, e affrontare problemi “comuni” fornendo soluzioni non convenzionali, torna sicuramente molto utile, ma soprattutto consente di sfruttare e ottimizzare al massimo le risorse disponibili.

Differenza tra soft skill e hard skill

A differenza delle soft skill, le hard skill sono competenze puramente tecniche, che possono essere acquisite attraverso un percorso formativo specifico, e soprattutto possono essere trasmesse. In aggiunta, possiamo anche dire che le hard skill sono misurabili. Qualsiasi competenza che presupponga ad esempio l’utilizzo di un determinato software o applicativo, può essere considerata come una hard skill.

In un contesto come quello dell’attuale mercato, risultano fondamentali ad esempio le digital skill, ovvero competenze tecniche in ambito digitale. Non esiste frangente della nostra quotidianità che oramai non si sviluppi attorno al digitale. Il mondo del lavoro dunque, si è semplicemente adeguato, e i settori aziendali che possono godere dei benefici della trasformazione digitale sono davvero numerosi.

Perché sono così importanti le soft skill?

Una volta comprese cosa sono le soft skill e quali sono le principali, non dovrebbe essere difficile immaginare perché siano così importanti nel mondo del lavoro. Parliamo di qualità che come detto in molti casi sono innate, e che in molti altri potranno essere affinate nel corso della vita lavorativa. Ciò che conta però, è che risultano determinanti in molte situazioni. Un buon curriculum non può esserne privo.

In particolare c’è una soft skill che non abbiamo ancora menzionato, ma che di fatto è alla base di molte di esse. Parliamo dell’intelligenza emotiva, una delle soft skill di cui si sente parlare sempre più spesso, forse perché allo stato attuale delle cose è fondamentale per fare carriera. Con ogni probabilità, quei professionisti maggiormente dotati di intelligenza emotiva, riusciranno ad occupare posizioni di un certo rilievo rispetto a chi ne è privo.

Ma che cos’è esattamente? L’intelligenza emotiva è un particolare aspetto dell’intelligenza strettamente legato ad una serie di capacità, come saper riconoscere, quindi comprendere al fine di gestire quelle che sono le emozioni altrui. Parliamo di un concetto molto vicino a quello di empatia, e che quindi presuppone una profonda conoscenza di tali emozioni, anche delle proprie.

Possedere questa soft skill permette in molti casi di prevedere quelli che saranno i comportamenti del proprio team di lavoro, consentendone tra l’altro una migliore socializzazione. Questo porta inevitabilmente ad una condizione di maggior serenità dello stesso, con ricadute positive facilmente intuibili sulla produttività. Volendo semplificare il concetto, il miglior dipendente è quello felice.

Dal punto di vista del candidato, per sfruttare pienamente tutte queste abilità, e al fine di essere assunti, un consiglio fondamentale consiste nello studiare con molta attenzione l’annuncio di lavoro. Questo perché già in tale frangente spesso trapelano informazioni molto importanti. Arrivare al colloquio consapevoli di cosa stia in realtà cercando il datore di lavoro, permette di trovarsi un passo avanti a quest’ultimo. In altre parole, le soft skill devono essere inserite sia nel curriculum vitae, che nella lettera motivazionale.


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