L’impatto della Trasformazione Digitale sulle Risorse Umane

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Il mondo del lavoro sta attraversando negli ultimi tempi una vera e propria rivoluzione. Tale cambiamento, tra l’altro molto repentino, sta influenzando la nostra società in ogni ambito possibile, dalla normale vita quotidiana, alle istituzioni, fino alle organizzazioni.

Come risaputo, a contribuire notevolmente a tutti questi mutamenti, è stata la digital transformation, necessaria da una parte, difficile per certi aspetti da assimilare dall’altra. Ma sulle risorse umane, la trasformazione digitale che impatto sta avendo?

Trasformazione digitale e nuove tecnologie

La trasformazione digitale ha portato alla nascita di moltissime nuove tecnologie. Alcune di queste, diventate praticamente di uso quotidiano ed entrate nel vocabolario delle persone, fino a non molti anni fa erano considerate come fantascienza. Ma quali sono i frangenti che include questa digital transformation?

Con questo termine, nel contesto andiamo a includere una serie di cambiamenti che non sono solamente tecnologici, bensì anche culturali, creativi e organizzativi. Tutti aspetti che impattano notevolmente sulle organizzazioni aziendali.

La DT sta davvero rivoluzionando il mondo del lavoro, quindi per ogni azienda è diventato fondamentale acquisire una chiara visione dell’entità che tale rivoluzione avrà sulla propria organizzazione. In altre parole, solamente giocando in anticipo e cercando di prevedere efficacemente i trend, sarà possibile sia attrarre nel mondo digitale i nuovi talenti, che formare adeguatamente quelle che sono le competenze dei personale dipendente.

È in questo frangente che deve essere compreso appieno il potenziale delle nuove tecnologie. Grazie a queste infatti, si stanno verificando i cambiamenti che richiedono lo sviluppo di nuove competenze, e per questo apprendimento vengono in aiuto proprio le nuove tecnologie.

Digital transformation: le nuove figure professionali

L’era digitale ha portato alla nascita di una serie di nuove figure professionali nel mondo del lavoro, esattamente come ha modificato quelle che sono le competenze richieste al personale delle società. Tra quelle nuove figure che le aziende stanno inserendo, o comunque pensano di dover inserire, troviamo sicuramente gli analisti e più in generale gli specialisti della comunicazione e del digital marketing. Altre aziende stanno invece facendo riferimento a moltissime figure che siano realmente aggiornate su quelli che sono i trend della trasformazione digitale, ovvero le Digital HR. In particolar modo, i nuovi dipendenti devono necessariamente conoscere il funzionamento della comunicazione virtuale e dei network.

Tutti questi nuovi professionisti devono poter comprendere pienamente la complessità del rapporto tra la pubblicità sul web e i dati aziendali sensibili, essere particolarmente creativi ed avere una buona attitudine al problem solving. Le nuove competenze di fatto permetteranno all’HR di progettare nuovi modi per la fornitura di servizi all’interno delle aziende. Tra i principali possiamo trovare:

  • Utilizzo delle analisi predittive, ottimizzazione delle tecnologie che siano in grado di spostare l’attenzione dai processi di selezione dei candidati, sempre dispendiosi sotto l’aspetto tempo, a strategie realmente innovative di business, ovvero in grado di supportare la crescita aziendale.
  • Aiutare il personale andando a costruire delle carriere personalizzate attraverso la promozione di consigli e raccomandazioni utili per l’apprendimento. Tutto questo sulla base delle reali necessità e competenze.
  • Predire i rischi derivanti dal turnover aziendale, introducendo strategie atte a mitigare l’eventuale perdita di talenti.

Risorse umane: i change leader della nuova generazione

Come anticipato, la trasformazione digitale non prende in considerazione solamente le nuove tecnologie in quanto tali, ma anche l’impatto che queste hanno sulle nostre vite. In altre parole, per far sì che tale trasformazione possa compiersi nella sua totalità, è necessario un vero e proprio cambiamento culturale. Nelle organizzazioni quindi, si sta sempre più delineando un concetto specifico, parallelo a quello di leadership, che si fa carico della corretta comunicazione verso tutti gli altri membri dell’azienda, ovvero l’e-leadership.

È proprio in questo frangente che viene richiesto un sostanziale cambiamento, soprattutto nel modo di relazionarsi tra gli appartenenti all’organizzazione stessa, ma anche tre le diverse imprese. Tutto questo ad un unico scopo: bilanciare efficacemente i due aspetti, umano e tecnologico.

L’e-Leadership, in tema di competenze digitali, riempie un vuoto che durante tutti questi anni di sviluppo si era creato, quello del gap tra le reali competenze dell’utente “normale”, e quelle dello specialista. Per colmare definitivamente tale vuoto, è quindi necessario che ogni persona presente nell’organizzazione, a prescindere dalla sua reale mansione, sviluppi dei fondamentali digital che siano robusti. In altre parole, per una corretta promozione delle linee guida del cambiamento, sono richiesti tre ingredienti: una leadership di tipo tradizionale, uno spiccato senso degli affari e un radicato senso digitale. Ma come sta proseguendo la Digital Transformation nel nostro Paese?

Rispetto ad altri Nazioni europee, la trasformazione digitale in Italia cammina ancora a rilento, seppur qualche segnale positivo si intraveda all’orizzonte. Il motivo di tale ritardo è da ricercarsi semplicemente nelle dimensioni della maggior parte delle aziende italiane, le famose PMI, ovvero la piccola e media impresa.

In moltissime di queste organizzazioni infatti, è presente ancora una conduzione di tipo famigliare, che ancora fatica a comprendere le potenzialità offerte dalla digitalizzazione. In altre parole tali imprese sono ancorate ad una tipologia di pensiero vecchio stampo, che non comprende l’utilità delle nuove tecnologie. Questa sottovalutazione della situazione, potrebbe portare nel medio e lungo termine, all’esclusione dal mercato di moltissime organizzazioni.

Un pensiero digitale per guidare la rivoluzione

La digital transformation, nella sua accezione più generale, si definisce come una serie di cambiamenti a prevalenza tecnologica, ma anche culturali, sociali, organizzativi e manageriali, tutti implementati ovviamente come le nuove tecnologie digitali. In ambito aziendale, il fenomeno di fatto rappresenta un percorso di cambiamento strategico e organizzativo che dalle persone viene percepito in maniera differente, a seconda del loro ruolo lavorativo o professionale, o comunque in base alla loro area di appartenenza. Per parlare e soprattutto comprendere nella sua totalità la trasformazione digitale quindi, occorre sposare una tipologia di approccio olistico, che attraverso una prospettiva multidimensionale, guarda al “senso” delle cose in ottica digitale. In altre parole si tratta di un “pensare” digitale in grado di rivoluzionare quello che è il modus operandi delle persone e delle aziende, e che porta alla creazione di nuovi scenari sociali e culturali, ma anche di nuovi contesti economici, e soprattutto di rinnovate regole.

La trasformazione digitale si concretizza in primo luogo attraverso l’implementazione di numerose tecnologie che influenzano di fatto tutti i processi aziendali. Sono numerosi oramai gli studi che attestano come le organizzazioni che hanno una forte visione, quindi un approccio più maturo, verso quelli che sono i processi della Digital Transformation, siano mediamente più profittevoli. Stiamo parlando in sintesi di aziende che riescono ad ottenere ricavi maggiori rispetto a molti altri competitors, che invece non hanno ancora messo a fuoco e realizzato le potenzialità offerte dalla digitalizzazione. Di seguito vedremo quali sono i 6 aspetti fondamentali della DT, ovvero quelli che vengono considerati i pilastri, alcuni dei quali hanno una forte ricaduta sulla gestione delle risorse umane:

  • Automazione, in grado di migliorare l’efficienza e ridurre gli errori.
  • Informatizzazione, che ha apportato una nuova “intelligenza” nella gestione dei processi.
  • Dematerializzazione, che inaugura di fatto una nuova logica di condivisione tra i lavoratori grazie all’uso di tecnologie informatiche.
  • Virtualizzazione, dove le risorse fisiche si tramutano in risorse logiche, tutte gestite da un unico “cervello” centrale.
  • Cloud Computing, che sposta la gestione sia dell’hardware che del software, interamente sulla rete.
  • Mobile, dove i device tecnologici appunto mobili, sono in grado di potenziare la produttività individuale.

I vantaggi che possono derivare dall’applicazione di tutte queste nuove tecnologie sono davvero numerosi, e se ridotti ai minimi termini, possono essere sintetizzati in una maggiore efficienza, cui segue parallela una migliore operatività, tutto questo riducendo i costi e di conseguenza aumentando gli utili.


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