Come pianificare e gestire al meglio le risorse aziendali

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L’esigenza di gestire ed ottimizzare perfettamente le risorse umane, finanziarie e tecniche nel mercato odierno, è quanto mai sentita. Parliamo di una vera e propria necessità per la direzione aziendale, molto spesso pretesa direttamente dall’area di controllo della gestione.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale creano una pressione maggiore rispetto al passato sui responsabili della programmazione, che allo stato attuale delle cose, devono poter essere in grado di analizzare e gestire in real time un enorme quantitativo di dati aziendali. Tutto questo al fine di suggerire alla direzione quali siano le azioni migliori da intraprendere per pianificare e gestire al meglio le risorse aziendali. Vediamo insieme come farlo.

Dal passato al futuro attraverso la digitalizzazione

Per le generazioni passate, diciamo quelle comprese fra gli anni ’50 e gli ’80, guardare positivamente all’enorme impatto che la rivoluzione digitale sta apportando alle aziende, richiede una notevole capacità di adattamento e di visione prospettica sul futuro. D’altronde ogni cambiamento richiede del tempo per essere assorbito.

La digitalizzazione ha fatto il suo ingresso prepotente in moltissime realtà, aprendo un universo colmo di nuove opportunità da cogliersi all’interno delle organizzazioni. Questa situazione ha aperto anche la possibilità per moltissimi ruoli differenti, di farsi promotori dell’innovazione e di trainare il cambiamento, che allo stato attuale delle cose appare più che mai inevitabile.

Per questi motivi, oggi la funzione HR appare di vitale importanza per l’azienda, perché deve essere in grado di dialogare con persone che appartengono a generazioni differenti. Da una parte infatti, troviamo quelle abituate alla cristallizzazione di orari e luoghi di lavoro, ma anche di stili di leadership. Dall’altro invece, sono posizionate quelle che si affidano ad una fluidità organizzativa che solamente l’uso di device tecnologici può ispirare e garantire.

In altre parole, in un mondo che sta cambiando così rapidamente, una corretta gestione delle risorse aziendali, definita anche HR Management, deve assolutamente contare su leader e decision maker effettivamente preparati, quindi su una funzione HR forte e marcata.

Digital transformation e aspettative delle persone

Di fronte alla Digital transformation, le persone che operano in azienda, chiedono di essere sostenute in quello che è lo sviluppo della cultura digitale, e delle competenze fanno parte di questo nuovo mondo. Solamente una forte e reale consapevolezza del bagaglio professionale e personale può mettere al riparo da quelle ansie tipiche che generano la paura di non riuscire ad emergere a testa alta da un cambiamento che ancora deve completarsi. Coinvolgere, aumentare la motivazione e il grado di soddisfazione dei collaboratori, affianca di fatto il più concreto “strutturare le competenze” con un “sentirsi all’altezza”, concetto decisamente più empatico.

Di fronte a questo cambiamento epocale quindi, la funzione HR è chiamata a rivoluzionare la propria mission. Da una parte troviamo le tipiche funzioni hard, ovvero quelle di amministrazione, di pianificazione e di successiva gestione, tutte centrali ma ogni giorno che passa più automatizzate. Dall’altra si fanno però strada le funzioni soft, ovvero quelle di formazione, sicurezza e sviluppo, che sono nate e supportate proprio dalla Digital Transformation. In tutti questi concetti è racchiuso il noto paradosso della digitalizzazione.

Con tale paradosso, si fa riferimento alla necessità di riuscire a incentivare attraverso la tecnologia, un nuovo tipo di umanesimo, basato sul dialogo, sulla capacità di valorizzare le competenze, sulla formazione, sul coinvolgimento, sulla restituzione, sulla ridefinizione di alcuni modelli organizzativi (scopri ad esempio la differenza tra smart working e telelavoro), e sulla responsabilità sociale. In altre parole, l’ottimizzazione delle risorse aziendali, passa attraverso un ecosistema tecnologico in continua evoluzione, ma che lascia immutate le esigenze delle persone al suo interno.

Rimangono forti e marcati infatti, i bisogni e le esigenze di una crescita professionale, che può avvenire solamente all’interno di un ambiente di lavoro positivo, dove ci siano opportunità di sviluppo chiare, una possibile progressione di carriera e piani retributivi all’altezza del compito assegnato. Tutti fattori che permettono ai collaboratori di pianificare una vita soddisfacente al di fuori del contesto aziendale e professionale. Volendo ridurre il tutto ai minimi termini, stiamo parlando semplicemente di valorizzare il capitale umano, la base su cui ottimizzare qualsiasi processo aziendale.

Gestione delle risorse aziendali e IOT

Fino a questo momento, abbiamo visto a livello puramente teorico quali sono le basi di partenza per una pianificazione e gestione corretta delle risorse aziendali. Entrando nel pratico, possiamo cominciare a parlare di IOT. L’acronimo indica Internet of Things, ovvero internet delle cose. Questa tecnologia sta cambiando in maniera radicale non solo il modo in cui le imprese creano valore, collaborano con altre realtà e competono tra loro. La IOT infatti, applicata al concetto di gestione di risorse aziendali, consente di ottimizzare le prestazioni generali, di migliorare l’esperienza, e di guidare correttamente la trasformazione del settore.

Nello scenario attuale dei mercati, le aziende sono chiamate per forza di cose ad ottimizzare i processi aziendali, perché il livello di competitività generale è sempre più alto, e uno spreco di risorse non è più consentito, a meno di non voler essere esclusi dal mercato stesso. In uno scenario così ricco di sfide quindi, le variabili in gioco sono davvero moltissime, tra cui un continuo adeguamento alle nuove normative, così come la richiesta sempre più forte di un approccio sostenibile. In questo contesto, che per molti può essere considerata una rivoluzione, la capacità di adattarsi al cambiamento, al fine di gestire in maniera ottimale le risorse, è di vitale importanza.

Tutti questi fattori, nella loro totalità e complessità, contribuiscono nel far emergere la famosa industria 4.0. Stiamo parlando della tendenza attuale ad automatizzare le tecnologie di produzione, andando di fatto a fondere sistemi fisici, cloud computing e IOT. La gestione delle risorse quindi, passa attraverso le preziose informazioni e la mole di dati che proviene proprio dall’internet delle cose.

Gestione delle risorse aziendale e ottimizzazioni dei costi

Perché si richiede una corretta pianificazione e gestione delle risorse aziendali? Semplice: per ottimizzare i costi ed aumentare i profitti. Il concetto in questo caso è realmente di facile comprensione. Ma come si arriva a questo? Le macchine sono veloci, affidabili, performanti, e particolarmente stupide. Gli esseri umani, al contrario, sono decisamente lenti, spesso inaccurati, ma molto intelligenti. L’unione fra questi due elementi rappresenta una forza incalcolabile. Parliamo di un concetto espresso addirittura da Albert Einstein, che ad oggi però trova ancora un’applicazione perfetta, nonostante fosse stato concepito in tempi non ancora sospetti.

Trasferendo questo pensiero alle imprese, soprattutto al tessuto delle PMI che rappresenta il nostro Paese, si incontrano però ancora alcuni problemi. Proprio per la natura di queste imprese, spesso a conduzione famigliare o poco più, gli investimenti nella digitalizzazione in Italia non sono mai visti di buon occhio, e spesso scartati a prescindere senza comprendere appieno i reali benefici che questa può portare all’azienda. Le nuove tecnologie favoriscono lo scambio di dati tra le varie figure aziendali, permettendo a più collaboratori di cooperare sullo stesso progetto, nel medesimo momento.

Spesso si dimentica anche, che proprio perché le macchine sono veloci ed efficienti, implementandole per tutta una serie di compiti ripetitivi e frustranti per i collaboratori, si interviene attivamente anche sulla riduzione dell’errore umano. È proprio in questo preciso frangente che prende piede in maniera concreta la corretta gestione delle risorse. Ogni errore porta inevitabilmente ad una conseguenza, spesso allungando i tempi di produzione a causa di una burocrazia interna lenta e macchinosa.

Quando tutti questi processi, anziché essere impressi su carta, passano attraverso un “cavo”, si snelliscono, diventano più rapidi e con una marginalità di errore decisamente inferiore. Questo si concretizza per l’azienda in un risparmio di tempo, quindi di denaro che a sua volta può essere impiegato per ulteriori investimenti, magari sul capitale umano, come abbiamo visto precedentemente.


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