La logistica del futuro tra innovazione e sostenibilità

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Come sarà la logistica del futuro? Solitamente fare previsioni sugli anni che verranno lascia il tempo che trova. In questo caso però, più che di conseguenze si tratta di logiche deduzioni, quindi la logistica del futuro con ogni probabilità sarà agile e sostenibile, ma allo stesso tempo anche intelligente, automatizzata, e rispettosa del capitale umano. Il progresso ha rivoluzionato il mondo per come lo conoscevamo fino a solamente vent’anni fa, e probabilmente non esiste settore che non sia stato toccato dall’innovazione tecnologica, quindi anche la logistica non è esente da questa regola.

Lo stoccaggio e la distribuzione delle merci diventano azioni progressivamente diventate più interattive, e sempre più legate a doppia mandata con sistemi multimediali intelligenti. Il passo era ovviamente assolutamente necessario. Rimanere indietro in un mercato sempre più competitivo e frenetico, dove per perdere clienti e fatturati ci vogliono pochi “attimi”, non è più consentito. Nelle prossime righe dunque, cercheremo di delineare i tratti della logistica del futuro, cercando di capire quali sono i prossimi cambiamenti in vista.

Sharing economy e logistica condivisa

Capire come applicare alla logistica la sharing economy è una vera e propria sfida che deve impegnare qualsiasi realtà aziendale così da condurre gli imprenditori verso la logistica condivisa. Il motivo per cui è così importante è molto semplice: il sistema permette un notevole abbassamento dei costi, mantenendo alta la qualità dei servizi offerti. In alcuni Paesi del Nord Europa questo tipo di organizzazione è già utilizzata da parecchio tempo, ma per l’Italia, come purtroppo accade in altri settori innovativi, allo stato attuale delle cose è ancora una novità.

Nei sistemi di questo tipo le collaborazioni cambiano e si trasformano da verticali a orizzontali. In altre parole, le imprese collaborano attivamente con i competitors, in maniera produttiva e vantaggiosa per tutti. Per raggiungere lo scopo, vengono creati luoghi di stoccaggio “mono tematici”, dove le imprese che operano all’interno dello stesso settore, nonostante siano in potenziale concorrenza tra loro, mettono in condivisione infrastrutture, operatori, e trattamento della merce, oltre chiaramente al flusso di trasporto.

Il metodo come facilmente intuibile offre un gran numero di benefici, seppur tutti raggruppabili sotto un unico comune denominatore: un maggior profitto. Questo è possibile perché i volumi aumentano, i costi vengono abbattuti, e non da ultimo, si verifica una riduzione di quello che è l’impatto ambientale tipico causato dal trasporto.

Magazzino iperconnesso: cos’è?

Stoccaggio e trasporto rappresentano solamente due dei fattori della logistica all’avanguardia. Abbiamo detto che la tecnologia, dopo aver rivoluzionato ogni aspetto della nostra vita, è entrata prepotentemente anche in ogni magazzino. Ovviamente questo si è verificato maggiormente nelle aziende di grandi dimensioni. Il livello tecnologico di alcune imprese (ma non di tutte) è oggettivamente molto alto, e in queste realtà i magazzini vengono gestiti a radio frequenza, adottando un sistema di luci per il prelievo delle merci.

Nella logistica, la gestione dei resi rappresenta una branca organizzativa precisa, gestita in maniera funzionale e rispettando quelle che sono le nuove richieste del cliente. Nel mondo odierno anche l’interpretazione del ruolo di questa figura è mutato notevolmente, diventando una sorta di parte attiva. Il cliente dunque vuole sempre essere aggiornato sulla posizione della merce durante gli spostamenti. Questo ha dato vita al concetto di Track&Trace.

Tutti i player più importanti del settore e-commerce, non possono e non devono mai accontentarsi del livello di efficienza già raggiunto, ma al contrario devono proseguire nella loro ricerca di continua innovazione nella filiera logistica. Un’attenzione particolare in questa situazione viene mostrata verso il consumatore finale, andando costantemente ad aumentare quella che è l’efficienza delle consegne nel famoso “ultimo miglio”. Proprio per questi motivi, le aziende di servizi di nuova costituzione si organizzano sempre più proponendo importanti novità proprio nel settore della logistica.

La logistica del futuro: tecnologica e sostenibile, ma fatta di persone

Abbiamo compreso come il presente della logistica sia già notevolmente cambiato rispetto a pochi anni fa. Ma cosa ci riserva il futuro in questo settore? Troviamo quattro punti cardine a delineare i confini della logistica delle persone: tecnologia, centralità del cliente, sostenibilità e persone. Di alcuni di questi elementi fortunatamente si è compresa l’importanza, mentre di altri meno. Tra i primi sicuramente troviamo la sostenibilità. Gli ultimi anni infatti, ci hanno visti protagonisti di una rinnovata sensibilità verso l’ambiente, e verso quello che lasceremo agli abitanti del pianeta del futuro. Questo non poteva che ripercuotersi anche nel settore della logistica.

Ciò che in alcune situazioni ancora incontra delle resistenze per prendere definitivamente il volo, soprattutto nel mondo delle PMI o comunque delle realtà di piccole dimensioni, è l’innovazione tecnologica che dovrebbe portare verso una trasformazione digitale delle imprese stesse. Rispetto ad altri Paesi in Europa infatti, questo processo è solamente agli albori, ma ciò che deve essere compreso è che il cambiamento deve avvenire. Questo perché in quello che è un futuro sempre più connesso e sempre più smart, dove qualsiasi persona può comunicare con un’altra ovunque si trovi, anche la logistica assume un ruolo determinante.

Robotica, blockchain, realtà aumentata, sono solamente alcuni dei termini di cui si sentirà parlare sempre più spesso nel futuro, ovviamente associati al mondo della logistica. Molto probabilmente però, insieme alla logistica sarà anche la produzione stessa a cambiare, passando dunque da pochi oggetti realizzati in grandi quantità, all’esatto opposto, ovvero tanti oggetti realizzati in piccole quantità. Dalla mass production alla mass customisation. Questo particolare aspetto probabilmente andrà in controtendenza rispetto alla direzione dell’attuale società consumistica, ma ciò che conta è proprio come si modificherà la logistica.

Logistica e centralità del cliente

Come si dice, il cliente ha sempre ragione. Ogni azienda che intende puntare al successo deve comprendere pienamente che la soddisfazione del cliente è alla base di ogni business. Questo significa che le sue richieste devono essere sempre al centro dell’attenzione, e il loro soddisfacimento l’obiettivo aziendale da raggiungere. Al giorno d’oggi infatti, quelle che sono le aspettative dei consumatori, sono sempre più approfondite ed articolate. Tali aspettative dunque, come anticipato, partono sicuramente dal monitoraggio continuo dello stato delle consegne, ma non solo.

Tutto l’ecosistema produttivo deve essere alla luce del sole, sempre rispettando quella che è la velocità di consegna delle merci, e la corretta gestione degli eventuali ritardi. Come raggiungere questi obiettivi? Ancora una volta facendo ricorso alla tecnologia, permettendo quindi l’accesso a quella che è la rete logistica da mobile, ma anche ad un processo di fatturazione facile, veloce, e di semplice comprensione. Tutto questo per abbattere delle tempistiche che, proprio dal cliente, vengono considerate ancora eccessivamente lunghe.

Inutile sottolineare come in tutto questo mondo tecnologico, il valore del capitale umano non vada mai sottovalutato, nonostante termini come robotica, app e intelligenza artificiale, siano sempre più all’ordine del giorno. La logistica del futuro dovrà sempre ricordare che sono gli uomini e le donne che popolano le aziende, e che dunque le amministrano e le conducono all’obiettivo con competenza, impegno, e in molte occasioni anche con molta fatica.

Il capitale umano dunque, rimane centrale nella logistica, e in quella del futuro lo sarà ancora di più. Ecco perché la tecnologia non deve essere vista come una nemica, ma piuttosto come un alleata. La tecnologia non intende sostituire le persone, ma diventare complementare alle loro attività, e in alcuni casi alleggerirle da una serie di compiti poco gratificanti. E questo si traduce ancora una volta in un risparmio per le aziende, che potranno impiegare la forza di questo capitale umano, in altri frangenti più proficui e meno alienanti.


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